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  • Keirō no Hi (敬老の日)

    Il terzo lunedì di settembre in Giappone si celebra Keirō no Hi (敬老の日 – けいろうのひ), il giorno del rispetto degli anziani. Questa festa nasce nel 1947 nel villaggio di Nomatani, distretto di Taka nella prefettura di Hyogo, in cui il capo villaggio dell'epoca Masao Kadowaki organizzò un incontro per sostenere il rispetto degli anziani e l'adozione della loro saggezza ed esperienza per lo sviluppo del villaggio. Rispettare gli anziani significa prendersene cura, valorizzare la loro lunga vita e le loro storie passate, ringraziarli perché vegliano sulla nostra crescita fin dalla nascita, pregare per la loro vecchiaia ed incoraggiarli a sforzarsi di migliorare la loro vita. Ci sono altre due teorie sulla nascita di questa festa: - del Principe Shotoku, che si dice abbia costruito templi in tutto il Paese e soprattutto una struttura chiamata Hiden-in per aiutare gli anziani, i poveri e gli orfani; - delle Cascate Yoro, nella Prefettura di Gifu. Si dice che l'imperatore Gensho visitò le cascate e ne bevve l'acqua della sorgente, rinominandola "l'acqua ringiovanente che nutre gli anziani”, dopo aver ascoltato la storia di un taglialegna che un giorno, lavorando duramente in montagna per mantenere il suo anziano padre, si accorse che dalla cascata sgorgava sakè. Decise così di portarne un po’ in dono al suo genitore che ne fu molto felice e che dopo averlo bevuto tornò giovane. Poichè il Giappone è uno dei paesi con l’aspettativa di vita più lunga al mondo, con gli anni questa ricorrenza è diventata una festa nazionale in cui celebrare la longevità degli anziani che hanno servito la società per molti anni, aumentare la comprensione e l'interesse per il benessere degli anziani. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Settembre - Onsen (温泉)

    Indispensabili nella vita dei giapponesi, ne hanno circa 3000, le Onsen (温泉 - おんせん = sorgenti termali naturali) sono per lo più pubbliche e diffuse in tutto l'arcipelago. Ne esistono di vari tipi, a seconda del tipo di sottosuolo, ma le terme semplici in cui la temperatura è di 25° o superiore e non c'è prevalenza di alcun minerale sono quelle di certo più frequentate. Anche se si possono trovare onsen al chiuso o in alcuni Ryokan (旅館 - りょかん = locanda tradizionale giapponese) dotati di sorgenti naturali di acqua calda, molte località termali sono all'aperto e immerse in panorami naturali straordinari (montagna, foresta, mare). Fare un bagno quindi, oltre a tutti i benefici che può apportare a mente e corpo, diventa un'esperienza ancor più rilassante. I giapponesi si sa sono molto ordinati e per entrare nelle onsen bisogna rispettare regole precise (alcune di normale buon senso civico): - pulirsi nei lavatoi prima di immergersi nella vasca. Per abituare il corpo alla temperatura bisogna versare piano circa 10 tazze di acqua calda dal petto in giù bagnando anche spalle, braccia e polsi. In caso di uso di cosmetici bisogna anche lavarsi il viso per evitare che con il calore si sciolgano e si mescolino all'acqua termale; - entrare completamente nudi e gradualmente, prima fino a metà del corpo, per fare in modo che lo sbalzo termico non sia troppo forte. In ogni caso non è consigliato fare bagni troppo lunghi; - è possibile portare solo un piccolo asciugamano da lasciare sul bordo della vasca o al massimo da mettere sopra alla testa. E' vietato bagnarlo nella sorgente termale; - i tatuaggi non sempre sono ammessi e in caso vanno coperti; - non nuotare; - parlare piano poichè è un momento di relax; - una volta finito il bagno non bisogna farsi la doccia per evitare che le proprietà dei minerali vadano via e non facciano effetto; - quando si esce bisogna asciugarsi bene per non bagnare lo spogliatoio. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Uchiwa (団扇)

    In estate un oggetto indispensabile è Uchiwa (団扇 – うちわ), il ventaglio rotondo. Di origine cinese, anticamente aveva un lungo manico e si dice che fosse utilizzato da persone di alto rango allo scopo di nascondere il corpo e mantenerlo fresco. La produzione artigianale di ventagli iniziò durante il periodo Edo e fino all'inizio dell'era Showa furono le donne ad occuparsene tramandando la tecnica di madre in figlia. L’uchiwa non è pieghevole ed è costituito da una cornice di bambù con applicata carta washi o shibori o stoffa giapponese su cui vengono dipinti eleganti motivi di persone, paesaggi, piante. In base alla zona di costruzione varia la forma, il manico e la quantità di bambù usata. Oggi, oltre ad essere utilizzato per rinfrescarsi, l’uchiwa è considerato un oggetto decorativo ed elegante da regalare o da abbinare allo yukata durante i matsuri. Alcuni modelli vengono usati per raffreddare il cibo, accendere fuochi, proteggere dalla luce solare o respingere gli insetti. Nella tradizione giapponese esiste anche il Sensu (扇子 – せんす) o Ōgi (扇 – おうぎ), il ventaglio pieghevole. Di origine giapponese, si dice che fosse fatto da strisce di legno di cipresso forate sui bordi e legate insieme e che servisse come bloc-notes principalmente agli uomini per scrivere ad esempio l'etichetta di corte. Più avanti il sensu iniziò ad essere fatto con stecche in bambù fissate alla base e con carta o stoffa giapponese tesa tra di loro, decorata con splendidi colori diventando così un ornamento famoso tra le donne della Corte Imperiale. Successivamente furono realizzati ventagli con bambù e carta che vennero esportati prima in Cina e poi in Europa attraverso l'India, per poi essere reimportati in Giappone. Fu allora che vennero creati i ventagli di seta. Il sensu oggi è quindi un oggetto elegante, spesso abbinato al kimono, è pieghevole, compatto, facile da trasportare e la quantità di aria che può generare è minore dell’uchiwa. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Kakigōri (かき氷)

    Simbolo dell'estate giapponese è Kakigōri (かき氷 – かきごおり), la granita, che fin dall’antichità porta refrigerio nelle giornate di grande calura. Anche se anticamente durante i mesi estivi il ghiaccio recuperato durante l’inverno era considerato un lusso degli aristocratici, con il passare del tempo e con l’inizio del periodo Edo cominciò a diventare popolare anche tra la gente comune. Pertanto il ghiaccio raccolto in inverno veniva conservato e venduto anche ai cittadini in estate. Successivamente, nel 1900, si svilupparono le macchine per tritare finemente il ghiaccio e fu aggiunto lo sciroppo, rendendo così la granita un dolce popolare. Oggi si vende nelle bancarelle dei festival o in negozi specializzati e si può scegliere di aggiungere sia frutta fresca locale che un'ampia varietà di gusti di sciroppi dolci, tra cui anche matcha e caffè. L'euforia istantanea creata dal freddo, dai colori vivaci e dalla dolcezza che si diffondono nella bocca fa del kakigōri l’ideale per dimenticare all'istante il caldo estivo. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Fūrin (風鈴)

    Uno degli oggetti più belli e tipici dell’estate giapponese è il Fūrin (風鈴 - ふうりん), le campanelle che tintinnano al vento. Nell’antichità poiché si credeva che i forti venti portassero epidemie e spiriti maligni, si cominciò ad appendere le campanelle ai quattro angoli delle grondaie dei templi per proteggerli dai disastri e renderli zone sacre. Inoltre, in quanto talismano, si credeva che la sfortuna non sarebbe accaduta alle persone che vivevano a portata d'orecchio del loro suono. I fūrin possono essere fatti di vari materiali (bronzo, vetro, porcellana) mentre il Tanzaku (短冊 - たんざく), la strisciolina che li fa tintinnare muovendosi con il passare del vento e su cui si possono scrivere i desideri, può essere sia in carta che in legno. Il suono delicato e gentile che viene emesso dalle campanelle ha lo stesso effetto rilassante, sul corpo e sulla mente, delle onde del mare o del suono del fuoco. Inoltre si dice che aiuti a rinfrescarsi nella calda estate e che ascoltare il tintinnio dei fūrin abbassi la temperatura corporea poichè al cervello arriva il messaggio che se la campana a vento suona, significa che soffia il vento e quindi fa fresco. Proprio per questo oggi le campanelle vengono appese non solo nei templi ma anche alle porte, alle finestre o sui balconi delle case. I fūrin hanno suoni diversi a seconda della lavorazione e sono prodotti artigianalmente: - nella Prefettura di Aomori (in vetro, dai colori vivaci e il tono è delicato e tranquillo); - nella Prefettura di Iwate (in ferro, il tono è alto e chiaro ed è stato selezionato dal Ministero dell'Ambiente come uno dei 100 paesaggi sonori giapponesi da preservare); - a Tōkyō (in vetro, il tono è naturale e simile al suono degli insetti); - nella Prefettura di Kanagawa (in lega di ottone, rame e stagno, il tono è unico e persiste a lungo); - nella Prefettura di Saga (in porcellana bianca trasparente, decorati con toni rossi, gialli e verdi, il suono è rilassante). Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Kimono (着物)

    Kimono significa "Cosa da indossare" (着る-きる= indossare, 物 -もの = cosa) ed è l'abito tradizionale giapponese usato in eventi importanti. E' foderato e prevalentemente in seta o lana, a forma di T con maniche ampie e lunghe, si chiude sovrapponendo il lato sinistro su quello destro (ad eccezione dei funerali) ed è fissato sulla schiena dall'Obi (帯 - おび = cintura). Ai piedi si indossano i Tabi (足袋 - たび = calzini infradito) e poi gli Zouri (草履 - ぞうり= sandali infradito). Per gli uomini: arriva alle caviglie, ha una scollatura più stretta di quello da donna, i colori di solito sono scuri (blu, grigio, marrone, nero), nei matrimoni o nelle cerimonie si aggiungono l'Hakama (袴 - はかま= gonna/pantalone larga a pieghe) e l'Haori (羽織 - はおり= giacca ampia e corta). Per le donne: il colore, il disegno, il tessuto e la lunghezza delle maniche variano in base all'occasione e al livello di formalità. Alcuni esempi: - Shiromuku (しろむく) è un kimono di altissimo livello usato solo nei matrimoni, è bianco e si indossa con lo Tsunokakushi (つのかくし= un copricapo bianco a forma di diadema); - Kuromontsuki (くろもんつき), per il lutto, è tutto nero con gli stemmi di famiglia; - Furisode (ふりそで), per le donne nubili, decorato e colorato, si usa nelle cerimonie e ha le maniche lunghe; - Kurotomesode (くろとめそで), kimono formale per donne sposate, nero con stemmi e l'orlo decorato con motivo a piume; - Houmongi (ほうもんぎ), per donne sposate e nubili, colorato e decorato per intero, si usa nelle cerimonie o negli spettacoli teatrali o nelle visite formali; - Komon (こもん), decorato per intero si usa come abbigliamento quotidiano. Lo Yukata (浴衣 - ゆかた) invece è un vestito informale in cotone o lino sfoderato, più facile da indossare del kimono, viene portato sia da uomini che da donne in estate durante i festival o nei Ryokan (旅館 -りょかん = albergo in stile giapponese) e ai piedi si indossano i Geta (下駄 - げた= zoccoli di legno) a piedi nudi. Originariamente si usava dopo essere stati in Onsen (温泉 - おんせん = sorgente termale). Clicca sull'immagine per vedere la pagina Facebook

  • Obon (お盆)

    In agosto molto importante è l'Obon (お盆 - おぼん), la festa per onorare e ringraziare le anime degli antenati che si dice tornino a casa per riunirsi ai familiari. Viene celebrata dal 13 al 16 agosto e, per accogliere gli spiriti, all’esterno di casa vengono posizionate delle lanterne accese mentre sull'altare vengono offerti fiori di loto, incenso, candele, acqua purificata e cibo. Inoltre, usando 4 stuzzicadenti al posto delle zampe, si mette anche un cavallo fatto con un cetriolo, per consentire alle anime degli antenati di arrivare dal cielo velocemente, e una mucca fatta con una melanzana, in modo che possano tornare nell'aldilà lentamente e senza fretta. Secondo la tradizione: - la sera del 13 davanti alla propria casa si prepara il Mukaebi (迎え火 - むかえび), il fuoco di benvenuto per guidare le anime a destinazione, con l'Hōroku (焙烙 - ほうろく), una ciotola in terracotta non smaltata, in cui viene inserito e poi bruciato l'Ogara (オガラ), il gambo essiccato della canapa; - successivamente le famiglie vanno a visitare le tombe degli antenati per esprimere loro gratitudine poiché è grazie a loro che esistono; - si organizzano le Bon-odori (盆踊り- ぼんおどり), danze folcloristiche popolari, per accogliere e confortare gli spiriti degli antenati che tornano dal cielo in questo periodo dell'anno ma anche per fare in modo che possano divertirsi con le loro famiglie; - la sera del 16 invece si accende l'Okuribi (送り火 - おくりび), il fuoco per la partenza, per indicare la via del ritorno alle anime e inviare doni da questo mondo nell'aldilà; - al termine della serata viene riposto subito tutto, lanterne e decorazioni, in modo che gli antenati non vengano trattenuti da questo mondo. L’evento più suggestivo che chiude questa festa è Tōrō nagashi (灯篭流し - とうろうながし) in cui si affidano alla corrente del fiume o del mare delle lanterne di carta accese, che poi verranno recuperate, con su scritti piccoli pensieri di pace o i nomi dei defunti. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Yama no Hi (山の日)

    In Giappone l’11 agosto è Yama no Hi (山の日 – やまのひ), la festa della montagna. La maggior parte del territorio giapponese è costituito da catene montuose in cui ci sono varie cime che superano i 3000 metri e circa 200 vulcani tra cui, il principale rappresentante, è il monte Fuji o Fujisan (富士山 – ふじさん). Le montagne sono considerate luoghi sacri in cui risiedono la forza della natura e gli dei che hanno il potere di calmare i disastri naturali. Proprio per questo, e perché sono così vicine al cielo, nel tempo sono stati costruiti santuari per ringraziare per la protezione dalle calamità e per pregare per la sicurezza degli scalatori e degli alpinisti. Tradizionalmente anche i monaci vi si recano in cerca di isolamento per allenare mente e corpo. Inoltre sono i luoghi in cui vivono e si nutrono gli animali e sono strettamente collegate alla vita dei giapponesi poiché dagli alberi che crescono viene recuperato il legno utile per creare molti degli oggetti usati nella vita quotidiana. Questa ricorrenza è stata pertanto istituita per dare alle persone la possibilità di familiarizzare e apprezzare le montagne, esprimere loro gratitudine per tutte le benedizioni che offrono e per vivere in armonia con la natura. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Genbaku no Hi (原爆の日)

    In Giappone il 6 e il 9 agosto si celebra Genbaku no Hi (原爆の日 - げんばくのひ), i giorni della bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki, al fine di tramandare i ricordi dei bombardamenti, preservare la memoria delle vittime, sostenere l'abolizione delle armi nucleari e promuovere la pace nel mondo. Poiché le cicatrici e la tristezza che la guerra ha lasciato sulle persone non andranno mai via, in entrambe le città, nelle aree del fungo atomico, sono stati creati parchi in cui si tengono cerimonie commemorative: a Hiroshima il Parco Memoriale della Pace (平和記念公園 - へいわきねんこうえん – heiwa kinen kōen), con la Fiamma della Pace (平和の灯 - へいわのともしび – heiwa no tomoshibi) accesa per la prima volta nel 1964 e destinata ad essere spenta solo quando il mondo rinuncerà al nucleare. Al suo interno c’è: il Museo della Pace (平和資料館 - へいわしりょうかん – heiwa shiryōkan); l’Atomic Bomb Dome (原爆ドーム - げんばくドーム – genbaku dōmu), l’edificio diventato simbolo sia della devastazione della guerra che della resilienza del popolo giapponese; la Statua dei Bambini della Bomba Atomica (原爆の子の像 - げんばくのこのぞう – genbaku no ko no zō), che rappresenta una bambina, morta per le conseguenze del bombardamento, in piedi mentre tende un origami a forma di gru (simbolo della pace) verso il cielo. a Nagasaki il Parco della Pace (平和公園 - へいわこうえん – heiwa kōen). Dopo lo sgancio della bomba atomica oltre alle tantissime persone scomparvero anche la maggior parte degli alberi e all’epoca si disse che la vegetazione non sarebbe ricresciuta prima di 70 anni. Un mese dopo invece iniziarono a germogliare 30 diversi tipi di piante e quest’espressione di forza della natura diede coraggio e speranza ai sopravvissuti. Al suo interno si trovano: il Museo della Bomba Atomica (原爆資料館 - げんばくしりょうかん – genbaku shiryōkan); la Statua della Preghiera di Pace (平和祈念像 - へいわきねんぞう – heiwa kinen zō), alta quasi 10 metri che ritrae un uomo con la mano destra rivolta verso il cielo per indicare la minaccia della bomba atomica, la mano sinistra estesa orizzontalmente che si rivolge ad un futuro di pace e le palpebre socchiuse a simboleggiare la preghiera per il riposo delle anime delle vittime della guerra; la Fontana della Pace (平和の泉 - へいわのいずみ – heiwa no izumi), che ricorda tutte le persone che soffrirono la sete dopo lo scoppio della bomba. Inoltre il 15 agosto è Shūsen Kinenbi (終戦記念日 – しゅうせんきねんび), l’anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, data in cui l'Imperatore annunciò alla radio la sconfitta e promise che il Giappone non sarebbe più entrato in guerra (se non per autodifesa). Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Agosto - Hanabi (花火)

    In Giappone, principalmente in agosto, si svolgono numerosi festival di fuochi d'artificio che, complice la fresca brezza serale, sono una grande attrattiva per tantissime persone che vogliono godersi lo spettacolo e dimenticare la calura estiva. Le origini dei festival dei fuochi d'artificio risalgono al 1733 (periodo Edo) quando, per consolare gli spiriti delle vittime di una grande carestia e per scacciare la peste, sulle rive del fiume Sumida fu organizzato uno spettacolo pirotecnico durante il Suijin Matsuri (水神祭 – すいじんまつり), il Festival del Dio dell’Acqua. La bellezza della varietà di colori e forme dei fuochi d’artificio hanno dato origine, in alcuni casi, a vere competizioni in cui artisti provenienti da tutto il Giappone mostrano le loro abilità. I principali festival sono: - Competizione nazionale di fuochi d'artificio di Omagari a Daisen, prefettura di Akita. È la più prestigiosa di tutte le gare di fuochi d'artificio e si tiene ogni anno l’ultimo sabato di agosto; - Festival nazionale di fuochi d'artificio a Tsuchiura, prefettura di Ibaraki. E’ uno dei pochi festival di fuochi d'artificio autunnali e si tiene ogni anno il primo sabato di novembre; - Festival nazionale dei fuochi d'artificio di Ise Jingu a Ise, prefettura di Mie. Si tiene a metà luglio ed è uno spettacolo pirotecnico unico nel suo genere dedicato al Grande Santuario di Ise in cui è custodita la Dea Amaterasu (天照大神 – あまてらすおおかみ), guardiana della Famiglia Imperiale e Dea del Sole (poiché il sole illumina tutte le cose, si dice che lei ascolti tutti i desideri e li faccia avverare); - Festival dei fuochi d'artificio a Nagaoka, prefettura di Niigata. Si tiene ogni anno il 2 e il 3 agosto ed è l’unico evento non competitivo poiché è nato per commemorare le anime di coloro che sono morti in guerra, per esprimere gratitudine a coloro che hanno lavorato duramente per la ricostruzione e per pregare per la pace nel mondo. Le forme dei fuochi d’artificio si differenziano dal movimento delle scintille che lo compongono e le principali sono: - crisantemo (菊 - きく- kiku), le scintille si disperdono a raggiera creando la forma rotonda di un fiore di crisantemo; - peonia (牡丹 - ぼたん - botan), le scintille si aprono in tondo tanti punti luminosi come se fosse un fiore di peonia; - corona (冠 - かんむり- kanmuri), la scintilla si apre, cade e scompare non appena tocca terra; - salice (柳 - やなぎ - yanagi), le innumerevoli scintille escono e cadono nel cielo lasciando una scia che ricorda le foglie del salice; - ape (蜂 - はち - hachi), le scintille emettono un ronzìo e ruotando volano veloci come fossero api; - katamono (型物 - かたもの), sono fuochi piatti formati da linee e punti di luce. Possono assumere varie forme come cuori, faccine, farfalle, il pianeta Saturno e appaiono diversi a seconda della direzione in cui li guardi. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Umi no Hi (海の日)

    Il terzo lunedì di luglio i giapponesi celebrano Umi no Hi (海の日 – うみのひ), la festa del mare. Si tratta di una festa nazionale in cui si esprime gratitudine al mare, promettendo di continuare ad amarlo e di vivere al suo fianco, e si prega affinchè il Giappone, arcipelago di circa 14.125 isole, diventi sempre più prospero. Sin dall’antichità infatti il Giappone, essendo completamente circondato dall’oceano, è uno dei paesi al mondo che più beneficia e ha familiarità con l’acqua sia per quanto riguarda l’alimentazione (pesci, crostacei, molluschi, alghe) che per il commercio, l’industria e lo scambio di culture. Per i giapponesi l’oceano è un elemento importantissimo che non può essere separato dalla loro vita e pertanto, al fine di preservare l’ambiente marino e di sviluppare le risorse marine che costituiscono la base per un ulteriore sviluppo umano, sono molto attenti nel promuovere uno spirito di valorizzazione del mare. Per commemorare questa festa così importante, oltre ad organizzare attività ricreative e gite in barca per favorire la familiarizzazione con il mare, nel 1995 è stata creata una bandiera su cui è stato disegnato un veliero origami come simbolo della riconoscenza per le benedizioni quotidiane dell’oceano. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

  • Doyō no Ushi no Hi (土用の丑の日)

    Quest’anno il 19 luglio (e il 31 luglio) in Giappone si celebra Doyō no Ushi no Hi (土用の丑の日 – どようのうしのひ), il giorno più caldo della stagione estiva.    Il nome di questa ricorrenza è composto da: - Doyō (土用 - どよう), il periodo di 18 giorni che, secondo la medicina cinese, indica il cambio di ogni stagione ed è rappresentato dalla terra (come se fosse la fase preparatoria alla germinazione dei nuovi semi). Il Doyō estivo di solito va dal 19 luglio al 06 agosto e segna la fine della stagione delle piogge e l’inizio della stagione autunnale; - Ushi no Hi (丑の日 - うしのひ), il giorno del Bue, inteso come segno zodiacale. Durante l’estate l’appetito diminuisce e, per poter affrontare “natsubate (夏ばて – なつばて)”, la sensazione di stanchezza e la mancanza di energia dovuta al gran caldo, la tradizione suggerisce di mangiare cibi leggeri per lo stomaco e che inizino con la "U": - unagi (鰻 – うなぎ), l’anguilla poiché è ricca di vitamine e grassi efficaci per aumentare l’energia. Si dice che il consumo di anguilla in Giappone risalga ad una poesia di Otomo no Yakamochi, contenuta nella più antica raccolta di componimenti del Giappone (Manyoshu), nella quale suggeriva ad un amico di mangiare proprio l’anguilla per rimanere in forze in estate; - ushi (牛 – うし), il manzo per aumentare la resistenza fisica; - umeboshi (梅干し - うめぼし), la tipica prugna giapponese dal sapore acido e salato. Si dice che ne vada mangiata una al giorno per alleviare la fatica, disintossicarsi e aiutare la digestione; - uri (瓜 – うり), meloni e cetrioli per rinfrescare e tonificare il corpo; - udon (うどん), noodles di grano tenero mangiati freddi e conditi con verdure aromatizzate per stuzzicare l’appetito. Altre usanze legate a questo periodo prevedono di: - fare “ushiyu (丑湯 - うしゆ)”, un bagno caldo con erbe medicinali (foglie di pesco, artemisia, tè verde) per allontanare la stanchezza; - esporre indumenti e calzature all’aria (ma non al sole) per rimuovere l'umidità accumulata. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook

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