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- Kagamimochi (鏡もち)
Il Kagamimochi (鏡もち - かがみもち) è una decorazione di Capodanno che di solito viene posizionata all'ingresso di casa come offerta di benvenuto a Toshigami (年神 - としがみ), il dio del nuovo anno, e poichè ne contiene il potere, al termine delle festività, andrà mangiata e non buttata via. Viene esposta tra il 13 e il 30 dicembre per dare il benvenuto agli spiriti buoni e al nuovo anno, mentre si evita di apporla il 29 dicembre poichè il numero 9 si dice che sia associato alla sofferenza (29 si pronuncia nijyūku = 二重苦 = にじゅうく= doppia sofferenza) e il 31 perchè sarebbe esposta solo per una notte (ichiyakazari = 一夜飾り= いちやかざり) e non sarebbe rispettoso nei confronti del Dio dell'anno né di buon auspicio. Le parti principali simboleggiano: - la torta composta da due marumochi (丸もち - まるもち), mochi rotondi sovrapposti: il sole e la luna, la buona fortuna sovrapposta e l'avanzare degli anni in serenità; - il daidai (橙 - だいだい), l'arancia amara in cima al mochi: buon auspicio affinchè la famiglia prosperi per generazioni; - l'urajiro (裏白 - うらじろ), la felce che si trova su entrambi i lati: la vitalità e la longevità poichè le nuove foglie crescono senza che cadano le foglie vecchie. L'11 gennaio è Kagamibiraki (鏡開き - かがみびらき), il giorno in cui si mangia il kagamimochi per pregare per una buona salute. Viene aperto (開く- びらく) con le mani e mangiato dalla famiglia. Non va mai tagliato con un coltello poiché si dice che porti sfortuna sia puntare il coltello verso un'offerta sia usare l'espressione "dividere". Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Tōji (冬至)
Oggi è Tōji (冬至 – とうじ), il solstizio d'inverno, il giorno con le ore di luce più corte e la notte più lunga. E’ il periodo dell’anno in cui il sole raggiunge il punto più basso nel cielo e, poichè splende solo per poco tempo, fa molto freddo. D'altra parte, da questo momento in poi le ore di luce solare diventano gradualmente più lunghe e in Giappone si dice che sia il giorno in cui il sole rinasce e la fortuna migliori. Infatti in alcuni santuari e templi è possibile trovare amuleti con la scritta Ichiyō Raifuku (一陽来復 – いちようらいふく), il ritorno del Sole. Per mantenersi in salute e combattere il freddo, i giapponesi pregano affinché la loro vitalità si rafforzi e usano: - fare lo yuzuyu (ゆず湯 – ゆずゆ), bagno allo yuzu (bergamotto giapponese), che riscalda il corpo e riduce il rischio di raffreddore grazie alla buccia ricca di vitamina C. Inoltre, poiché lo yuzu ha un profumo forte, si dice che allontani gli spiriti maligni e purifichi corpo e mente. Sembra che questa usanza sia nata dai proprietari di bagni termali che associarono il termine Tōji (冬至 - とうじ), solstizio d'inverno, al termine Tōji (湯治 – とうじ), cura termale; - mangiare kabocha (南瓜 – かぼちゃ), la zucca, ortaggio nutriente e ottimo per rafforzare il corpo; - mangiare tōjigayu (冬至粥 – とうじがゆ), il porridge di riso con fagioli rossi, poiché si dice che il colore rosso dei fagioli abbia il potere di allontanare gli spiriti maligni. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Shimekazari (しめ飾り)
Lo Shimekazari (しめ飾り- しめかざり) è una decorazione di Capodanno che viene esposta sull'uscio delle abitazioni e serve per tenere lontani gli spiriti maligni affinchè Toshigami (年神 -としがみ), il dio del nuovo anno, sia custodito e protetto all'interno della casa. Viene esposta tra il 13 e il 30 dicembre per dare il benvenuto agli spiriti buoni e al nuovo anno, mentre si evita di apporla il 29 dicembre poichè il numero 9 si dice che sia associato alla sofferenza (29 si pronuncia nijyūku = 二重苦 = にじゅうく= doppia sofferenza) e il 31 perchè sarebbe esposta solo per una notte (ichiyakazari = 一夜飾り= いちやかざり) e non sarebbe rispettoso nei confronti del Dio dell'anno né di buon auspicio. Ne esistono di vari tipi a seconda delle Regioni del Giappone e delle tradizioni familiari ma principalmente è fatta con: - shimenawa (しめなわ), la corda sacra di paglia di riso, strumento rituale shintoista che separa il luogo sacro dei Kami (神 - かみ), le divinità, dal mondo in cui viviamo; - shide (しで), le striscioline di carta bianca tagliate e piegate a forma di zig zag e inserite all'interno della corda; - daidai (橙 - だいだい), l'arancia amara, di buon auspicio affinchè la famiglia prosperi per generazioni; - matsu (松 - まつ), i rametti del pino, simbolo di longevità e stabilità poichè è un albero che resiste al freddo dell'inverno ed è sempreverde; - urajiro (裏白 - うらじろ), la felce, simbolo di vitalità e longevità perché le nuove foglie crescono senza che cadano le foglie vecchie. Lo shimekazari viene tolto il 7 gennaio e bruciato nel santuario. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Kadomatsu (門松)
Il mese di dicembre in Giappone è dedicato alla preparazione del Capodanno e a questo proposito: - tra il 10 e il 20 si fanno recapitare Oseibo (お歳暮 - おせいぼ), regali ad amici, parenti e a tutte le persone che ci hanno sostenuto durante l'anno; - tra il 13 e il 28 invece si dà vita alle principali attività di Fine Anno: Susu Harai (すす払い - すすはらい), le grandi pulizie di casa, dei tempi e degli altari buddisti e shintoisti; - tra il 13 e il 30 dicembre vengono disposte le decorazioni di Capodanno, per dare il benvenuto agli spiriti buoni e al nuovo anno, mentre si evita di apporle il 29 dicembre poichè il numero 9 si dice che sia associato alla sofferenza (29 si pronuncia nijyūku = 二重苦 = にじゅうく= doppia sofferenza) e il 31 perchè sarebbero esposte solo per una notte (ichiyakazari = 一夜飾り= いちやかざり) e non sarebbe rispettoso nei confronti del Dio dell'anno né di buon auspicio. Il Kadomatsu (門松 - かどまつ) è la decorazione più importante e viene posizionata all'entrata di case, palazzi e negozi. E' composto da 3 alberi sacri e portafortuna poichè forti e molto resistenti al freddo dell'inverno: - 3 canne di bambù (竹 - たけ, crescita e flessibilità) di diverse lunghezze; - rametti di pino (松 - まつ, longevità e stabilità); - rametti di susino (梅 - うめ, rinascita e vitalità). Inoltre si dice che il pino prometta mille anni e il bambù molte generazioni, pertanto sono entrambi simbolo di eternità. Il Kadomatsu viene tolto il 7 gennaio e bruciato nel santuario. Nella tradizione giapponese t ra il 15 e il 25 si spediscono le Nengajō (年賀状 - ねんがじょう), cartoline con gli auguri di Capodanno, affinchè siano recapitate il 1° gennaio o al massimo entro il 7 gennaio (meglio ancora entro il 3 gennaio). Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Dicembre - Yuki (雪)
La neve anche in Giappone è messaggera dell’inverno e, a seconda delle zone, dal 7 novembre al 3 febbraio circa, imbianca ogni cosa (Ginsekai - 銀世界 - ぎんせかい o Yukigeshou - 雪化粧 - ゆきげしょう) trasformando città e paesaggi. Ha un fascino unico e, per descriverne la bellezza, i giapponesi hanno coniato circa 100 parole che ne descrivono le diverse caratteristiche. Alcune sono: - hatsuyuki (初雪 - はつゆき), la prima neve della stagione; - sanpaku (三白 - さんぱく), la neve che cade durante i primi tre giorni del nuovo anno; - mizuyuki (水雪 - みずゆき), il nevischio che si scioglie rapidamente dopo la caduta; - sasameyuki (細雪 - ささめゆき), la neve sottile che cade silenziosamente; - haiyuki (灰雪 - はいゆき), la neve che cade svolazzando come la cenere; - kazabana (風花 - かざばな), i fiocchi di neve che cadono uno a uno in un cielo limpido come petali di fiori che ondeggiano in una giornata di sole, chiamati anche fiori del vento quando in montagna la neve accumulata viene spazzata via e dispersa da una folata; - shinsetsu (新雪 - しんせつ), la neve leggera e soffice, appena caduta, in cui i piedi affondano; - konayuki (粉雪 - こなゆき), la neve farinosa, o kogomeyuki (小米雪 - こごめゆき), la neve di riso. Sottile e fine come la polvere, perfetta per sciare; - botanyuki (牡丹雪 - ぼたんゆき), i fiocchi di neve grandi come petali di fiori di peonia; - tamayuki (玉雪 - たまゆき), la neve rotonda, ideale per battaglie a palle di neve; - mochiyuki (餅雪 - もちゆき), la neve che si scioglie all'inizio della primavera, morbida come il mochi e perfetta per realizzare pupazzi di neve (Yukidaruma - 雪達磨 - ゆきだるま); - wataboushi (綿帽子 - わたぼうし), la neve che si accumula sugli alberi o sulle montagne e sembra un cappello di cotone; - shizuriyuki (垂雪 - しずりゆき), la neve che si è accumulata e scivola morbida giù dai rami degli alberi; - tomomatsuyuki (友待つ雪 - ともまつゆき), la neve “in attesa di un amico”, che resiste allo scioglimento come se aspettasse intatta i fiocchi di neve che cadranno più tardi; - zarameyuki (ざらめ雪 - ざらめゆき), la neve granulosa e simile allo zucchero, che si è sciolta e ricongelata più volte; - neyuki (根雪 - ねゆき), la neve che dura fino a primavera; - shūsetsu (終雪 - しゅうせつ), l’ultima neve che cade in primavera; - mannenyuki (万年雪 - まんねんゆき), la neve perenne, che non si scioglie tutto l’anno. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Niinamesai (新嘗祭)
Niinamesai (新嘗祭 - にいなめさい) è un'antica cerimonia shintoista nata per celebrare e ringraziare gli dei per lo Shinmai (新米 - しんまい = il nuovo riso) e per pregare per un abbondante raccolto per l'anno a venire. E' una delle feste autunnali più importanti e quest’anno si celebra il 23 novembre nei santuari di tutto il Giappone e alla Corte Imperiale. Infatti durante questa ricorrenza l'Imperatore stesso, con un rito solenne, ringrazia e offre un pasto preparato con lo Shinmai agli Dei della terra e in particolare alla Dea Amaterasu, lo mangia con loro e ne trae nuove forze. Il Niinamesai più importante è il Daijōsai (大嘗祭 - だいじょうさい) ovvero quello che l'Imperatore celebra nel primo anno d'insediamento, in cui ringrazia i Kami (神 - かみ = divinità) per la pace, per il nuovo raccolto e prega per il Giappone e tutto il suo popolo. Al termine della seconda guerra mondiale questa festa tradizionale shintoista è stata trasformata nel Kinrō Kansha no Hi (勤労感謝の日 - きんろうかんしゃのひ), il giorno del ringraziamento del lavoro, in cui si celebra il duro lavoro, la produzione e si esprime gratitudine l'uno verso l'altro. Nonostante questa variazione, questa ricorrenza per i giapponesi mantiene il suo significato originale per ricordare l'importanza della natura e dei suoi frutti. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Shichi-go-san (七五三)
Un'importante festività giapponese è Shichi-go-san (七五三 - しちごさん = 7-5-3) in cui si celebra la crescita sana e felice dei bambini, si va a pregare e ad esprimere gratitudine a Ujigami (氏神 - うじがみ = divinità protettrice locale) in santuari e templi il 15 novembre. 7-5-3, oltre ad essere numeri dispari e quindi portafortuna, sono le età che indicavano nell'antichità un passaggio preciso nella vita dei bambini e corrispondevano a 3 particolari riti: - a 3 anni le bambine e i bambini, come simbolo di una crescita sana, potevano far crescere i capelli che fino a quel momento avevano dovuto tenere rasati; - a 5 anni i bambini potevano iniziare ad indossare un Hakama (袴 - はかま- gonna/pantalone larga a pieghe per le cerimonie ); - a 7 anni le bambine per la prima volta potevano legare in vita un Obi (帯 - おび - fascia del kimono) anzichè una semplice corda. Gli abiti che si indossano per Shichi-go-san sono molto eleganti, decorati, hanno ricami con fili d'oro e d'argento e si differenziano in base all'età e al sesso: di solito le ragazze indossano un haori o un kimono rosso, rosa o azzurro chiuso da un obi mentre i ragazzi un kimono nero o blu navy e bianco. Durante questa festa si sta in famiglia, si coglie l'occasione per fare tante foto ricordo e soprattutto ai bambini vengono regalate le Chitoseame (千歳飴 - ちとせあめ = caramella dei 1000 anni), caramelle fatte a forma di bacchetta bianche e rosse, rivestite di carta di riso commestibile, messe all'interno di confezioni colorate raffiguranti una gru e una tartaruga, a simboleggiare buona fortuna, longevità e salute. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Bunka no Hi (文化の日)
Il 3 novembre in Giappone è festa nazionale e si celebra Bunka no Hi (文化の日- ぶんかのひ), il Giorno della Cultura, il cui significato è quello di amare la libertà e la pace e di promuovere la cultura. Anche se in origine in questa data si festeggiava il compleanno dell'Imperatore Meiji, dopo la Seconda Guerra Mondiale è diventata una ricorrenza molto importante poichè il 3 novembre 1946 venne approvato il nuovo testo della Costituzione in cui si dichiarava l’abbandono della guerra, si promuoveva la pace, la libertà e la cultura. E’ quindi una giornata in cui si valorizza l’impegno del Giappone nel divulgare la cultura tradizionale in ogni suo aspetto ma anche la rinascita e il notevole sviluppo nel dopoguerra. Ogni anno si svolgono eventi speciali come il Festival dell’Arte organizzato dall'Agenzia per gli Affari Culturali e la cerimonia di premiazione dell'Ordine della Cultura in cui l’Imperatore, al Palazzo Imperiale, assegna medaglie e premi per ringraziare coloro che abbiano fatto ricerca, inventato e creato cose utili per una vita più comoda e che in passato non esistevano (elettricità, televisori, frigoriferi, lavatrici, automobili, ecc) o che abbiano creato arte (teatro, musica, danza, dipinti, ecc) e nuovi giochi. Nel passato sono stati premiati: Akira Yoshino - Premio Nobel per la chimica, Shinya Yamanaka – Premio Nobel per la Medicina, Ikuo Hirayama - il più celebre artista contemporaneo in pittura tradizionale giapponese, Taeko Kono - fra le maggiori esponenti della letteratura giapponese femminile del novecento, Tatsuya Nakadai - considerato uno dei più grandi attori viventi, e molti altri. Durante la Giornata della Cultura alcuni musei, gallerie d'arte, musei della natura e scienza di tutto il Paese offrono l'ingresso gratuito mentre le scuole organizzano eventi in cui i bambini possono cantare o suonare insieme, dedicare del tempo alla lettura, mettersi alla prova con arti e mestieri. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook
- Novembre - Ōbaitōri (桜梅桃李)
Ōbaitōri (桜梅桃李 – おうばいとうり) è un'espressione originaria dell'antica Cina, strettamente correlata al Buddismo, composta da quattro caratteri che indicano i fiori di ciliegio, di pruno, di pesco e di susino. E’ una parola che ha un significato profondo poiché sottolinea l’unicità di ciascun fiore che sbocciando mostra le sue preziose caratteristiche. Non esistono due fiori paragonabili perché ogni fiore ha i suoi pregi e la differenza è solo differenza, non errore. Infatti i fiori degli alberi di pruno non possono trasformarsi in fiori di ciliegio ma quando li si osserva se ne coglie la semplicità e la particolare bellezza. Allo stesso modo Ōbaitōri trasmette il messaggio che ogni essere umano è unico e ha la propria missione. Ogni persona infatti ha la possibilità di vivere una vita "unica nel suo genere" facendola sbocciare e utilizzando i propri punti di forza e talenti a beneficio degli altri e della società. Apprezzando e valorizzando al meglio la propria personalità, la propria individualità, il proprio corpo e le circostanze che la vita propone ognuno può vivere la vita in modo luminoso e positivo. Clicca sull'immagine per vedere il post su Facebook









